L’Italia riparta dall’esperienza dei nostri sindaci
La presentazione della candidatura di Andrea Fiori a Montopoli

L’Italia riparta dall’esperienza dei nostri sindaci

In bocca al lupo a tutti i nostri concittadini che hanno deciso di impegnarsi nei 48 Comuni della nostra provincia alle prossime elezioni amministrative.

Amministrare comuni così piccoli in un questo periodo storico è un atto di coraggio e di amore. A loro tutti, indistintamente, va l’augurio e la speranza di riuscire in questa campagna elettorale a creare spazi e momenti di confronto franco, sereno e il più possibile costruttivo.

Chi sarà eletto avrà un compito difficile ma entusiasmante dove, come spesso succede in comunità piccole come quelle della nostra provincia, si dovranno superare anche divisioni che vanno ben oltre l’appartenenza politica.

Una missione difficile ma che con passione e dedizione può avere epiloghi forse neanche immaginati nel momento di intraprendere la sfida e nella nostra provincia abbiamo esempi di buon governo che sono riusciti a ricostruire intorno a loro quel senso di comunità, una recuperata unione d’intenti che ha fatto sì che in quei paesi si sia scelto di puntare su una lista unica, un unico candidato sindaco cui affidare per i prossimi 5 anni il governo. Parlo di Cantalupo con Paolo Rinalduzzi, di Forano con Marco Cortella, di Stimigliano con Franco Gilardi, di Paganico Sabino con Danilo D’Ignazi, di Castel Sant’Angelo con Luigi Taddei, di Montasola con Vincenzo Leti, di Tarano con Miranda Glandarelli, di Toffia con Danilo Pezzotti e di Pozzaglia con Bruno Colio.

Una passione e una sensibilità che a Cantalice, Poggio Moiano e Poggio Mirteto ha spinto Silvia Boccini, Sandro Grossi e Giancarlo Micarelli a impegnarsi per un secondo mandato che a Montopoli, non senza una grande dose di altruismo da parte di una classe dirigente con una grande storia alle spalle, ha spinto ad una forte e importante azione di innovazione e rinnovamento puntando su Andrea Fiori, un candidato sindaco 23enne, così come a Magliano Sabina si è scelto di appoggiare Giulio Falcetta.

È da qui, e parlo del mio partito, del Pd, che dobbiamo ripartire: dalla capacità di questi amministratori di ascoltare, di coinvolgere, di risolvere problemi, di stare con e tra la gente.

Con Zingaretti il Pd deve provare ad esportare quella capacità di inclusione che il Lazio ha interpretato in questi ultimi anni affiancando alla qualità dell’azione amministrativa, dimostrata dall’innegabile miglioramento di tutti i fondamentali dell’economia regionale, una particolare attenzione per le categorie e per i territori più svantaggiati e disagiati. In un Italia ricca di eccellenze, capaci da sé di emergere nonostante e a dispetto di tutte le difficoltà, il nostro compito principale deve essere sostenere e aiutare chi da solo non ce la fa, chi in questi anni di crisi e di grandi cambiamenti è rimasto indietro.

Dobbiamo avere la forza e l’umiltà di fare quello che i nostri sindaci quotidianamente fanno nei piccoli comuni di questa terra bellissima e che, al di là della rabbia e dell’odio diffuso sui social e sui media, i cittadini riconoscono e apprezzano.

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