Il Lazio approva la prima legge che tutela i Beni Comuni

Il Lazio approva la prima legge che tutela i Beni Comuni

Il futuro dei nostri figli dipende dalle azioni che siamo capaci di mettere in campo oggi non solo in un’ottica di pura crescita economica ma anche come capacità di salvaguardia e conservazione del patrimonio, ambientale, culturale e sociale esistente.

Ed è per questo, pensando alle future generazioni, che la Regione Lazio ha approvato la legge per la “Promozione dell’amministrazione condivisa dei Beni Comuni”.

E’ la prima normativa di questo tipo in Italia che in un certo senso anticipa la riforma del Codice civile che dovrebbe scaturire dal lavoro di una commissione ministeriale costituita nel lontano 2007 su impulso del noto giurista e accademico Stefano Rodotà.

La nostra legge regionale definisce gli strumenti che possano rendere più agevole la collaborazione tra il soggetto pubblico e i cittadini nella gestione e la tutela dei Beni Comuni, quei beni di interesse oggettivamente collettivo, e quindi meritevoli di una peculiare attenzione, come ad esempio laghi, fiumi, i lidi e le coste, l’aria, le foreste, i boschi, le zone montane d’alta quota ma anche immobili di interesse storico, archeologico e artistico, raccolte di musei, pinacoteche, archivi e biblioteche.

Questi beni richiedono che tutti, arrivandosi in prima persona, se ne prendano cura anche se qualcuno che, nonostante ne tragga beneficio ugualmente, non voglia o non sia in grado di agire in loro tutela.

In questa ottica, grazie al grande lavoro della consigliera Leonori, siamo arrivati a questo testo che tramite la valorizzazione delle partnership tra pubblico e privato, riconosce il ruolo di comitati, associazioni, organizzazioni no profit che si è dimostrato fondamentale nell’amministrazione condivisa dei beni comuni anche attraverso l’applicazione del principio di sussidiarietà.

Punti salienti della normativa sono: la previsione di percorsi formativi per i dipendenti della Regione, degli enti strumentali e delle società controllate, ma anche per i dipendenti degli altri enti locali e per gli studenti, l’informatizzazione dei dati sull’amministrazione condivisa dei Beni Comuni in una apposita sezione, l’attribuzione di vantaggi economici nell’ambito del patto di collaborazione tra amministrazione e cittadini attivi, e l’erogazione di contributi regionali, per ambiti e tipologie di iniziative individuate annualmente dalla Giunta, ai cittadini attivi e agli enti locali e loro articolazioni.

La nuova norma finanziaria istituisce un fondo di parte corrente di euro 30 mila per il 2019 e 100 mila ciascuno per le due annualità successive, uno in conto capitale di 70 mila euro per l’anno corrente e 100 mila per ciascuna delle due annualità successive.

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