C’è un mondo oltre le divisioni

C’è un mondo oltre le divisioni

A Bologna, come forse non accadeva da anni, in questi giorni tra la gente del nostro partito c’è un atmosfera diversa, una vivacità che nell’ultimo periodo avevamo perso.

Alla tre giorni organizzata dal Pd per ragionare delle nuove prospettive del partito “Tutta un’altra storia: gli anni 20 del 2000” tra assemblee, dibattiti e tavole rotonde si è tornato a percepire che la capacità di rappresentare settori importanti della società e incidere positivamente nella vita quotidiana delle persone, attraverso scelte politiche non solo sostenibili ma mosse da sentimenti di uguaglianza e giustizia sociale, non sono solo dichiarazioni d’intenti ma una strade concrete da poter percorrere.

A darci questa imprevedibile iniezione di energia è inutile negarlo è stato un evento esterno, un episodio cui abbiamo partecipato con grande passione e tensione ma di cui siamo stati al massimo coprotagonisti: a farci recuperare l’entusiasmo perduto dopo i diversi passaggi a vuoto elettorali dell’ultimo periodo e le inevitabili difficoltà dell’esperienza di Governo con i 5 Stelle è stata la manifestazione di giovedì scorso con una piazza Maggiore riempita da migliaia di persone che si sono ritrovate per dire di no a quelle destre estreme e sovraniste che stanno raccogliendo consenso sotto la bandiera della paura e dell’odio.

Quei giovani, quelle famiglie, quegli anziani, quelle persone ci hanno mostrato un popolo capace di scendere in piazza per rivendicare il proprio posto in un mondo sempre più impaurito, per difendere una visione della società più aperta, solidale, progressista, capace di immaginare un futuro, ben oltre i timori e le difficoltà che il quotidiano ci impone. Quel popolo ci ha detto che i valori che sono alla base della nascita del Partito democratico non sono scomparsi, sono più che mai vivi ma cercano voci con cui esprimersi e volti in cui riconoscersi.

Quella piazza non deve illuderci, quella piazza è una grande responsabilità per il nostro partito che dovrà avere la forza, la capacità e la lucidità di tornare essere un interlocutore credibile per quel popolo che probabilmente ancora si sente spaesato. Dobbiamo tornare a essere un punto di riferimento di tutte quelle forze e quelle esperienze che credono in Paese diverso da quello che l’instancabile e ossessiva narrazione sovranista dipinge e va propagandando. Una sfida difficile che ci impone di smettere di giocare di rimessa limitandoci a cercare di contrastare il capopopolo di turno scimmiottandolo e percorrendo scorciatoie inutili e dannose.

Piazza Maggiore giovedì ci ha insegnato che bisogna avere il coraggio di difendere e diffondere la nostra visione del mondo, di una società più giusta e più attenta ai più deboli e agli ultimi, dobbiamo avere il coraggio di sfidare le destre anche e soprattuto su quei temi che non creano facile e immediato consenso perché solo così saremo in grado di scrivere ancora una volta Tutta un’altra storia, una storia basata su quei valori che hanno permesso agli italiani di fare grande la nostra nazione.

Una sfida difficile per riconsegnare la speranza agli anni dove andremo a vivere nella speranza che la fortunata contiguità temporale tra la manifestazione spontanea a Piazza Maggiore e questa manifestazione organizzata dal Partito democratico a Bologna sia ricordata come il punto di ripartenza e non l’ennesima occasione persa.

Questo articolo ha un commento

  1. Finalmente si incomincia a discutere e proporre nuove idee e nuove iniziative dopo un periodo di personalismi con una politica del singolo con idee e comportamentii distanti dal nostro popolo.

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