Emergenza Coronavirus: dalla Regione misure per volontari e per i piccoli Comuni

Emergenza Coronavirus: dalla Regione misure per volontari e per i piccoli Comuni

La Regione Lazio per fronteggiare al meglio l’emergenza legata al coronavirus ha stanziato 2 milioni di euro per aiutare i piccoli Comuni ad adottare lo smart working per i propri dipendenti e ha emanato le linee guida per attività e la mobilità sul territorio regionale dei dei volontari.

Per lo smart working, il bando, coperto da un finanziamento di 2 milioni di euro, prevede contributi fino a 7.500 euro per ogni comune con una popolazione fino a 5 mila abitanti. Fino al 20 aprile i Comuni possono inviare una manifestazione di interesse alla posta elettronica certificata formazione@regione.lazio.legalmail.it.

Mentre per consentire ai volontari e agli enti del terzo settore di continuare a operare al servizio delle comunità in modo responsabile e in sicurezza durante questo periodo di emergenza la Regione ha emanato un’ordinanza nella quale si dispone che il volontario che si sposta per la propria attività (esclusivamente per recarsi a svolgere il servizio e tornare alla propria abitazione), debba esibire in caso di controllo delle forze dell’ordine:

  • modello di autocertificazione barrando la casella “situazioni di necessità”;
  • dichiarazione rilasciata dal responsabile della organizzazione di appartenenza, su carta intestata della stessa, riportante:
    • nome e natura dell’associazione (abilitante allo svolgimento di attività di volontariato);
    • servizio svolto;
    • nome del volontario;
    • territorio di riferimento di svolgimento dell’attività.

Tutto ciò per garantire la mobilità dei volontari, operare in modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo, garantire le seguenti attività strumentali e funzionali al diritto alla salute e ai bisogni primari delle persone:

  • consegna di farmaci e alimenti a domicilio a persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti;
  • altre forme di assistenza domiciliare leggera di prossimità (piccole manutenzioni, cura relazionale, igiene domestica e personale, assistenza nel disbrigo delle pratiche, ecc.);
  • assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture residenziali socioassistenziali e socioeducative, o assimilabili (strutture di ospitalità per minori e famiglie migranti della salute, case rifugio per donne vittime di violenza, ecc.);
  • assistenza alla persona e relazione di aiuto in strutture di accoglienza comunque denominate, legate alla emergenza COVID 19;
  • servizi sociali di telesoccorso e teleassistenza;
  • ritiro e consegna dei dispositivi di sicurezza per l’attività di volontariato;
  • unità mobili/di strada rivolte a senza fissa dimora, o persone in stato di particolare fragilità (vittime di tratta, dipendenza, ecc.).

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