Nell’emergenza necessario pensare alle persone in difficoltà

Nell’emergenza necessario pensare alle persone in difficoltà

Oltre al contenimento del contagio del virus in questi giorni si sta giustamente dibattendo sugli scenari economici e le misure da intraprendere una volta che l’emergenza sarà superata.

Un confronto necessario perché, come racconta egregiamente Aldo Cazzullo nel suo editoriale sul Corriere della Sera di oggi, quello che andremo ad affrontare una volta superata questa fase che ci sta vedendo concentrati a sconfiggere il virus non sarà certamente ‘un pranzo di gala’.

Non lo sarà evidentemente per le condizioni economiche con cui ci arriveremo e non lo sarà molto probabilmente, nonostante i proclami e le buone intenzioni che pervadono l’etere e la rete, anche per i sentimenti con i quali lo affronteremo.

Cazzullo nella sua riflessione ci ricorda che il Dopoguerra, periodo a cui si fa sovente riferimento nel descrivere traiettorie da intraprendere e atteggiamenti da rispettare per risollevarci da questa crisi che è descritta da molti, non senza eccessivo pathos, come una guerra, ha come cifra principale soprattutto il sacrificio e la fatica, della gente per risollevare economicamente il Paese dal baratro in cui era caduto ma anche per superare quelle contrapposizioni e divisioni, non solo politiche, che dopo la guerra persistevano e resistevano.

Anche noi saremo chiamati a uno sforzo per certi versi paragonabile ma, consapevoli che “il genio non è solo estro, invenzione, fantasia, ma tenuta, lungimiranza, perseveranza” come ci rammenta l’editorialista del Corriere, dobbiamo iniziare a pensare e a studiare gli strumenti e le risorse da mettere in campo.

Tenendo bene a mente tutto ciò non ci può però sfuggire che in questo momento c’è una parte del nostro Paese che purtroppo nel suo orizzonte non ha, e non può avere, la questione della ricostruzione, del rilancio e della rinascita dell’Italia. C’è una parte del Paese che ha difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, donne e uomini che hanno perso il lavoro da un giorno all’altro, che hanno perso lo stipendio, che hanno dovuto interrompere la propria attività che garantiva loro sostentamento e non sanno quando potranno riprenderla: la loro sopravvivenza è la sopravvivenza della nazione stessa e non è ammissibile speculare e fare propaganda sulle loro difficoltà e fragilità. Il Governo e le Regioni si sono mosse prontamente e stanno stanziando risorse adeguate per dare una prima risposta.

Il Governo ha finanziato i Comuni con 4 miliardi e 300 milioni e ulteriori 400 milioni sono stati loro vincolati per garantire generi alimentari e beni di prima necessità a persone che non possono fare la spesa, che per inciso e per fortuna non sono 60 milioni come qualcuno irresponsabilmente vuole far credere.

Altre risorse sono stanziate dalle Regioni e nel Lazio martedì prossimo si varerà un provvedimento per 20 milioni di euro che garantirà buoni pasto da 5 euro (7 per i figli minorenni), un plafond di 100 euro per le medicine. Tutte queste risorse saranno gestite dai Comuni che sono gli enti, attraverso non solo i servizi sociali, che hanno un quadro più completo e aderente alla reali esigenze della comunità e che potranno destinarle alle persone e famiglie indigenti e in vera difficoltà.

La sfida che abbiamo innanzi è immane e difficilissima e avremo modo e tempo di tornare a fare valere i diversi punti di vista e le differenti visioni del mondo ma ora non possiamo permetterci di essere divisi e pensare solo a noi stessi.

“È il momento di dimostrare che il genio italiano non si esprime solo in cose fatte dai nostri avi, tanto tempo fa” conclude Cazzullo nel suo editoriale. io aggiungerei che è anche il momento di dimostrare che il genio italiano si esprime anche attraverso la generosità e solidarietà del suo popolo.

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