Vincono gli onesti, perdono i disonesti

Il referendum ponestilandiaer l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea lo ha vinto la “gente per bene”, dice Nigel Farage. Quindi, è chiaro a tutti, lo hanno perso i delinquenti. Certo, delinquenti che permettano ai cittadini di esprimersi attraverso un referendum è cosa eccentrica; ma la democrazia offre questo e altro.
Permette cioè di abbattere un potere per sostituirlo con quello che, sino ad un momento prima, era un non-potere e che, superato l’esito delle urne, diventa il potere.
Quindi, come ricorda Nigel Farage, adesso la “gente per bene” è il potere.
Un po’ come è accaduto in un paio di grandi città italiane, dove alle ultime amministrative hanno vinto gli “onesti”. Quindi, chi non ha votato i leader degli onesti, per prima cosa ha perso e, secondo, ha perso in quanto disonesto.
Ecco: in democrazia, può anche capitare che, in appena 24 ore, persino i disonesti si ravvedano. E anche che, in meno di 24 ore, gli onesti esprimano pensieri disonesti. Ad esempio, affermando di non condividere l’onestà di Nigel Farage, come ha subito fatto Beppe Grillo.
Buffo quanto il non-potere si allinei così in fretta con il potere.
E i cittadini, nel mezzo, intanto continuano ad affondare nel guado di questo oceano di non senso.
Sì, c’è molto da fare.
Roma, 24 giugno 2016
 

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